Ciao, qui Maura.
Il nostro incontro di giugno dedicato a Il dio del massacro di Yasmina Reza ha rappresentato una lente di ingrandimento per far emergere dinamiche umane profonde e spesso inquietanti. Rosanna ha definito i dialoghi dei personaggi come "un 'loop', qualcosa di inarrestabile e compulsivo che non trova un punto di approdo ma potrebbe andare avanti all'infinito", una riflessione che coglie la natura claustrofobica e ossessiva dell'opera.
Condivido qui uno scambio avvenuto in chat:
Pierluigi: Però è molto ironico perché nel testo il vero massacro sono le buone maniere, secondo me. Il delitto di questi personaggi è prima verso se stessi, e poi verso il prossimo… proprio perché ti danno l’idea che ci sia un vuoto mortificante sotto le maschere
Angela: io invece ho avuto una lettura opposta, nel senso che ho pensato che ogni personaggio mostrasse un lato diverso del dio del massacro, cioe proprio quella voglia di schiacciare, che le buone maniere non riescono a tenere a bada.
È da…
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