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Avatar di Adriana Sna

Io ultimamente mi sento spesso "confusa". Anche quando quel tempo ce l'ho, ho l'impressione di non avere mai tempo perché le cose che voglio fare sono tante e nella mia mente si rincorrono tutte insieme.

Quando mi fermo e basta, mi sembra di non riuscire a pensare. È come se potessi farlo solo in superficie, ma senza seguire davvero un ragionamento che porta a una risoluzione. Ho addosso e dentro questa enorme fretta. Eppure in questo periodo sto anche lavorando poco e niente. Sto riducendo i social per disabituarmi al passaggio costante e veloce tra contenuti diversi, ma la vita mi sembra comunque correre troppo veloce.

Ho sottolineato la parte sul "riposarsi velocemente" perché è veramente come mi sento ed è paradossale. E a dire il vero non sono nemmeno certa di quale sia esattamente il motivo per cui mi sento così e cosa fare a riguardo.

Avatar di Arianna
3hModificato

Sono nata in una città di mare dove ad agosto si lavorava perché c’erano i turisti, dove se dicevi all’amici del nord l’edilizia lavora dalle sei alle 14 poi si ferma ti prendevano per pazzi. Gli uffici comunali aperti di pomeriggio riducono al minimo indispensabile i servizi aperti per tutta l’estate. Non esiste un mese dove ti fermi. Non esistevano le vacanze intese come viaggi ma vacanze dove andavi al mare vicino casa. Io non amo le ferie di agosto ma preferisco giugno o settembre perché c’è meno gente che si muove. Come preferisco lavorare ad agosto perché la città è vuota e tutto rallenta.

Avatar di Francesca Tamai

Quest'anno ho traslocato: il 30 luglio, da Veneto ad Emilia Romagna. Ho lavorato fino al giorno prima perché poi ad agosto mi sarei fermata è non volevo "esagerare" con le ferie (avrei potuto prendermi una settimana in più senza problemi). Il corpo, mi ha fermata. Non prima, dopo. Ho passato dei giorni in cui anche volendo non potevo fare tutto quello che mi ero prefissata di fare. Ad un trasloco estivo (e ad un trasloco in generale) è bene arrivare riposati. La pressione performativa ci porta alle volte a chiedere tantissimo al nostro corpo, che poverino, ad un certo punto si sente in dovere di farsi sentire 'a voce alta' per essere ascoltato. Perché il sussurro noi manco lo consideriamo. Nulla di grave: ho vissuto tantissima stanchezza che mi permetteva solo di riposare. E così ho fatto. E il tempo di recupero da un periodo molto pieno durerà il tempo che durerà. Mentre la tendenza è quella di programmare anche il recupero. Perché fermarsi lascia spazi vuoti e gli spazi vuoti alle volte spaventano. Fino al momento in cui ci accorgiamo che è proprio grazie al corpo che si ferma e ci permette di lasciare che il vuoto sia, è proprio lì che si 'accende' la creatività. E proprio lì tutto riprende in un flusso autentico, non più guidato dal pilota automatico della paura.