I quaderni di James Joyce e il trasloco
Quanto tempo di contemplazione serve per fare una cosa del genere?
Ciao, qui Maura.
Come forse sapete, stiamo traslocando. Rimarremo sempre a Roma e sempre nello stesso quartiere, ma il tema di questa newsletter in realtà è un altro.
In questi giorni, mentre preparavo i pacchi, ho ritrovato tantissimi quaderni mai usati, ancora in attesa. Bellissimi, scelti con attenzione, ma che avrebbero avuto bisogno di tanto tempo per essere riempiti. Per il lavoro uso da anni sempre lo stesso tipo di quaderno Moleskine (puntinato, copertina nera morbida, personalizzato con il mio nome e cognome, scritto in corsivo e argentato) su cui prendo appunti durante le riunioni e le conferenze. Li finisco con una certa regolarità, ma contengono essenzialmente idee, liste di cose da fare e non creano chissà quale stupore quando li si sfoglia.
(il massimo dell’eccentricità delle mie pagine)
I quaderni che ho chiuso nei pacchi, invece, potrebbero essere dedicati a moltissime cose assai creative: potrebbero essere Commonplace, per esempio, cioè potrei segnarci le frasi interessan…
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