C'è uno spettro che si aggira per l’Europa: è l’Europa stessa, con il suo terrore dell'irrilevanza
Sulla nostalgia malcelata degli intellettuali per l'esperienza estatica del conflitto
C'è uno spettro che si aggira per l’Europa: è l’Europa stessa, con il suo terrore dell’irrilevanza.
Si agita nell'inconscio collettivo europeo una nostalgia malcelata per quella che Jünger chiamava esperienza estatica del conflitto, per la guerra come esperienza trasformativa che, sola, innalza l'individuo al di sopra della sterile quotidianità borghese e lo pone al cospetto delle questioni fondamentali dell'esistenza.
Quando gli Scurati lamentano “la mancanza di guerrieri” e invocano “lo spirito combattivo”, raccontano una cultura che ha una paura radicale della propria insignificanza. Quando i Galimberti affermano che “la pace intorpidisce” mentre “la deterrenza” ci salverà, stanno dando voce a un’inquietudine profonda: quella di una civiltà che è terrorizzata all’idea di aver perso la propria passione. Questi e altri intellettuali non stanno semplicemente facendo analisi politiche; stanno rivelando una ferita narcisistica collettiv…
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