Papa Francesco e il Grande Inquisitore: due volti della stessa compassione
Venuto a sapere della scomparsa di Papa Francesco ho pensato subito ai Fratelli Karamazov. Sono andato allora a recuperare le pagine straordinarie dedicate nel libro al Grande Inquisitore, che rappresenta nel capolavoro dostoevskiano una figura straordinaria, tragicamente consapevole, capace di impersonare il paradosso dell’autorità della Chiesa: la necessità di “correggere” l’opera di Cristo per amore dell’umanità, che è incapace di sostenere il fardello della libertà spirituale nella sua essenza più radicale.
In particolare, cercavo anzitutto questo passaggio straordinario rivolto al Cristo:
«L’uomo è stato creato più debole e più vile di quanto tu pensassi! Può forse eguagliarti in ciò che hai fatto? Stimandolo tanto, hai agito come se cessassi di averne compassione perché troppo hai preteso da lui, e chi ha fatto questo: Colui che l’amava più di se stesso! Se lo avessi stimato di meno, avresti preteso anche meno da lui, perché più lieve sarebbe stato il suo fardello».
Francesco ha …
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