Premessa: io Temptation Island non l’ho mai visto per intero. Mi sono capitate diverse clip sui social, sì. E intendiamoci, non lo ignoro mica per spocchia; ho amato molto di peggio. Semplicemente, non fa per me. Pierre Bayard ha scritto un libro serissimo su come parlare dei libri che non abbiamo letto, sostenendo che di un’opera conti la posizione nella biblioteca collettiva più del testo. Ad ogni modo il programma in onda su Canale 5 è diventato così presente nel linguaggio e nell’immaginario del paese da poter essere osservato e discusso anche senza averlo mai guardato davvero. E forse questa distanza non è neanche uno svantaggio, perché l’oggetto di questo articolo, più che Temptation Island, è il posto che è riuscito a occupare.
La luna e i falò di confronto. Temptation Island e il desiderio degli italiani
Riflessioni sulla macchina rituale collettiva, dai roghi in piazza alla prima serata
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