Quando abbiamo stampato le prime 70 copie numerate di Ipnocrazia non immaginavamo minimamente che questo esperimento filosofico e letterario avrebbe generato un’eco così vasta e significativa. È incredibile osservare come il concetto abbia attraversato confini linguistici e culturali, dal New York Times a Le Monde, dal Sud America alla Spagna, alimentando un dibattito oggi essenziale.

Quel che ci ha colpito di più di questa risonanza è come il cuore teorico del libro – l’idea di un potere che opera attraverso la manipolazione della percezione – sia stato immediatamente applicato nell’analisi di fenomeni contemporanei in giro per il mondo. E la meta-ricorsività dell’esperimento, in cui un’opera sulla costruzione della realtà diventa una dimostrazione dei meccanismi che descrive, è stata colta con grande acutezza da molti, come Pascal Riché su Le Monde, che ha scritto di un affascinante “jeu de miroirs entre vérité et fiction” capace di nutrir…


