Il vizio della speranza. Per la Palestina con Francesca Albanese, a Roma
Una giustizia che non si può rimandare
Quando Francesca Albanese mi ha chiesto di presentare con lei Quando il mondo dorme. Storie, parole e ferite della Palestina a Roma sono stato felice e onorato (ci vediamo domani, 29 luglio, alle 21. Ingresso libero).
Avevo da poco finito di leggere il suo libro, che non dovrebbe esistere. Non perché non sia necessario - lo è disperatamente - ma perché documenta e spiega qualcosa che non dovremmo permettere: un genocidio che si sta svolgendo in diretta, sotto i nostri occhi.
Eppure questo libro esiste, e fa in ogni capitolo qualcosa di ancor più impensabile: parla di speranza. Non la speranza come consolazione a buon mercato, non l’ottimismo di chi chiude gli occhi e si augura che le cose vadano a posto da sole. Ma la speranza come forma di disciplina, per dirla con Mariame Kaba. Come disciplina e, con una torsione che è il cuore filosofico del libro, come “vizio”. In un mondo che ci vuole cinici, realisti, rassegnati, Albanese propone di rendere la speranza “qualcosa che consideriamo …
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