Il femminicidio di Martina Carbonaro indica, ancora una volta, il grande rimosso del nostro Paese
Per molto tempo, il femminicidio è stato descritto come un delitto che riguardava le coppie adulte, e che avveniva in molti casi perché l’uomo non accettava la fine della relazione e voleva impedire alla donna di uscirne e di esercitare la propria libertà. Il femminicidio aveva una geografia precisa: case coniugali, storie lunghe, l'uomo maturo che non accettava l'abbandono.
Secondo i dati diffusi il 21 febbraio 2024 dal comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, Teo Luzi, nella commissione parlamentare sul femminicidio, l'età media delle vittime è di 50 anni e le ultra 65enni rappresentano da sole circa un terzo del totale (28%).
In molti editoriali in questi anni abbiamo letto, di conseguenza, che la violenza di genere ce la saremmo lasciata alle spalle col tempo, perché fisiologicamente sarebbe scomparsa. Abbiamo creduto che i giovani maschi fossero diversi, che non volessero più possedere le compagne e impedire loro di essere libere. È chiaro, ormai, che sta accadendo tutto il c…
Continua a leggere con una prova gratuita di 7 giorni
Iscriviti a Tlonletter per continuare a leggere questo post e ottenere 7 giorni di accesso gratuito agli archivi completi dei post.




