Diario di bordo dal Cile
Cosa ho imparato dall'essere stato rapinato venti minuti prima di un dialogo con sei grandi filosofi
«Queste scarpe non sono mie».
Ho esordito così al Cumbre de la Filosofía durante il Congreso Futuro, in Cile.
Da qualche giorno ci troviamo a Santiago, dove sono stato invitato dal Senato Cileno per partecipare al principale evento culturale in America Latina.
Lo spaesamento
Questa avventura, però, si è rivelata ancora più interessante del previsto: mezz’ora prima del momento in cui sarei dovuto salire sul palco insieme a José María Lassalle, Dominique Lestel, Renata Salecl, Shigeru Taguchi, Maurizio Ferraris e Ingrid Guardiola mi hanno rapinato per strada a sei chilometri dal teatro, rubandomi il telefono e le scarpe.
La prima cosa che ho sentito, isolato in un paese lontano, è stata una forma neanche troppo sottile di panico.
Tutta la mia agenda, i miei contatti, la mia carta di credito, le note per l’intervento, le foto dei miei figli, la possibilità di contattare qualcuno, non c’erano più. E io ero completamente solo, a dodicimila chilometri da casa. E senza scarpe.
E, soprattutto, c…
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