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Diario di bordo dal Cile

Cosa ho imparato dall'essere stato rapinato venti minuti prima di un dialogo con sei grandi filosofi

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Andrea Colamedici
gen 15, 2026
∙ A pagamento

«Queste scarpe non sono mie».
Ho esordito così al Cumbre de la Filosofía durante il Congreso Futuro, in Cile.

Da qualche giorno ci troviamo a Santiago, dove sono stato invitato dal Senato Cileno per partecipare al principale evento culturale in America Latina.

Lo spaesamento

Questa avventura, però, si è rivelata ancora più interessante del previsto: mezz’ora prima del momento in cui sarei dovuto salire sul palco insieme a José María Lassalle, Dominique Lestel, Renata Salecl, Shigeru Taguchi, Maurizio Ferraris e Ingrid Guardiola mi hanno rapinato per strada a sei chilometri dal teatro, rubandomi il telefono e le scarpe.

La prima cosa che ho sentito, isolato in un paese lontano, è stata una forma neanche troppo sottile di panico.
Tutta la mia agenda, i miei contatti, la mia carta di credito, le note per l’intervento, le foto dei miei figli, la possibilità di contattare qualcuno, non c’erano più. E io ero completamente solo, a dodicimila chilometri da casa. E senza scarpe.

E, soprattutto, c…

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