Come stai?
Nuova Filosofia di Gruppo, stavolta per tutti
Come stai?
Ieri lo abbiamo chiesto nelle storie di Instagram.
Il fatto è che, dopo molto tempo passato a fare divulgazione sui social, da un paio d’anni a questa parte li abitiamo molto di rado. Anche prima eravamo consapevoli che fossero un luogo disfunzionale per la salute mentale ma i pro, ossia la possibilità di rendersi utili, di raggiungere molte persone, di giocare e sperimentare con uno strumento “nuovo” erano (o quantomeno, volevamo che fossero) più dei contro. Poi, con l’incremento del lavoro di scrittura, di docenza e di formazione, e con la percezione di obsolescenza e nausea del mezzo, abbiamo mollato la presa.
Senza dubbio, da quando siamo meno presenti online viviamo meglio perché riusciamo a concentrarci di più su quel che facciamo “fuori”, e non disperdiamo troppe energie in bagarre, polemiche e chiacchiericcio. Non ci sentiamo in dovere di commentare il fatto indignante del giorno né di farci sentire “presenti”, e la vita scorre comunque nel …
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