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Ciao Maura, grazie per questa riflessione mi ha ricordato il libro “L’atto creativo” di Rick Rubin.

Mi sono chiesta, questa connessione di cui ci parli, facendo l’esempio degli studi sulle neuroscienze, in cui gruppi di studenti e lavoratori stanno meglio insieme quando i loro neuroni oscillano alla stessa frequenza, non può avvenire anche quando si è collegati tramite un dispositivo? È per forza una qualità dei rapporti in presenza?

Non so se siano stati fatti studi a riguardo, ma questo mi ha fatto riflettere.

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Assolutamente, procediamo.